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Aumento pensioni 2026 ultima ora: tabella perequazione e rivalutazione

📅 4 Dicembre 2025✍️ di Giorgio Arcioni⏱️ 4 min di lettura

Aumento pensioni 2026: cosa cambia con la perequazione

Nel 2026 tutte le pensioni subiranno un adeguamento dovuto all’inflazione, secondo le regole della perequazione automatica. Questo meccanismo rivaluta gli importi in base all’andamento dei prezzi dell’anno precedente, garantendo che il potere d’acquisto della pensione non si eroda nel tempo.

La perequazione per il 2026 tiene conto dell’inflazione registrata nel 2025. I dati ISTAT permetteranno di calcolare la percentuale esatta di aumento, che verrà applicata a partire da gennaio 2026 a tutte le pensioni in essere, indipendentemente dall’importo.

Tabella rivalutazione pensioni 2026

La rivalutazione segue un meccanismo progressivo in base all’importo della pensione. Non tutte le pensioni ricevono lo stesso aumento percentuale: le pensioni più basse hanno coefficienti di rivalutazione superiori rispetto a quelle più alte. Questo sistema è stato introdotto per tutelare i pensionati con redditi più modesti.

Secondo le disposizioni attualmente in vigore, le pensioni vengono divise in fasce di importo. Le pensioni fino a tre volte l’assegno sociale ricevono il 100% della perequazione. Le pensioni tra tre e quattro volte l’assegno sociale ricevono il 90% dell’aumento. Le pensioni tra quattro e cinque volte l’assegno sociale ricevono il 75% dell’aumento. Le pensioni oltre cinque volte l’assegno sociale ricevono il 50% dell’aumento.

Nel 2025 l’assegno sociale è stato fissato a 534,41 euro al mese. Utilizzando questo valore come base di calcolo, la prima fascia comprende pensioni fino a circa 1.603 euro, la seconda fascia fino a 2.137 euro, la terza fascia fino a 2.672 euro, e la quarta fascia tutte le pensioni superiori.

Perequazione pensioni 2026: come funziona

La perequazione è un diritto previsto dalla Costituzione e dalla legge. Ogni anno, entro il 15 novembre, l’ISTAT comunica il coefficiente di rivalutazione che dovrà essere applicato sulle pensioni a decorrere dal gennaio dell’anno seguente.

Nel caso del 2026, il coefficiente dipenderà dal dato di inflazione media registrato nel corso del 2025. Se l’inflazione sarà, ipoteticamente, dell’1,5%, il coefficiente sarà 1,015. Una pensione di 1.000 euro mensili, se rientrante nella prima fascia, aumenterà di 15 euro al mese.

È importante sottolineare che la perequazione è automatica: non è necessario presentare alcuna domanda. La Agenzia delle Entrate e i gestori delle pensioni applicano il nuovo importo direttamente, a partire dalla mensilità di gennaio 2026.

Importi concreti: esempi di aumento

Per comprendere meglio cosa significhi l’aumento in pratica, facciamo alcuni esempi. Una pensione di 1.500 euro mensili, rientrando nella fascia fino a 1.603 euro, riceverà il 100% della perequazione. Se il coefficiente fosse 1,015, l’importo salirebbe a 1.522,50 euro.

Una pensione di 2.000 euro mensili si colloca nella seconda fascia e riceve il 90% della perequazione. Con lo stesso coefficiente di 1,015, l’aumento sarebbe del 1,35% anziché dell’1,5%: la nuova mensilità arriva a 2.027 euro.

Una pensione di 3.000 euro mensili rientra nella terza fascia. L’aumento applicato è il 75% della perequazione, pari a circa 1,125%. La mensilità diventa 3.033,75 euro.

Una pensione di 5.000 euro mensili riceve il 50% della perequazione, pari a 0,75%. L’importo mensile sale a 5.037,50 euro.

Quando entra in vigore l’aumento

Gli aumenti sono corrisposti a partire dalla mensilità di gennaio 2026. La comunicazione ufficiale del coefficiente di perequazione arriva nei mesi precedenti, di solito tra settembre e novembre 2025.

Chi riceve la pensione attraverso accredito bancario vedrà il nuovo importo già nella prima settimana di gennaio. Per chi ritira in contanti agli sportelli postali, l’aumento è visibile dal primo mese di corresponsione.

Differenze tra perequazione e altre rivalutazioni

La perequazione automatica va distinta da eventuali aumenti una tantum o provvedimenti specifici del governo. Nel 2025, ad esempio, sono stati stanziati fondi per aumenti aggiuntivi a favore di pensioni basse, ma si è trattato di misure straordinarie e non ricorrenti.

Per il 2026, al momento, sono previsti solo gli aumenti derivanti dalla perequazione automatica. Eventuali misure aggiuntive dipenderanno dalle decisioni della prossima Legge di Bilancio, che sarà approvata nel dicembre 2025.

Come controllare il nuovo importo

È possibile verificare preventivamente quale sarà il nuovo importo della pensione nel 2026. Sul portale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali, è disponibile la sezione “Pensione” dove compare l’importo attuale e, una volta comunicato il coefficiente ufficiale, quello rivalutato.

In alternativa, è possibile contattare direttamente l’INPS via telefono al numero 803 164 da telefono fisso, o 06 164 164 da telefono mobile. Gli operatori possono fornire informazioni personalizzate sulla propria posizione.

Fascia di pensione Percentuale di perequazione
Fino a 1.603 euro circa 100%
Da 1.603 a 2.137 euro circa 90%
Da 2.137 a 2.672 euro circa 75%
Oltre 2.672 euro 50%

Cosa sapere sulla perequazione 2026

L’aumento delle pensioni nel 2026 è una conseguenza meccanica del sistema di indicizzazione previsto dalle norme. Il nuovo importo tiene conto dell’inflazione effettiva registrata nel 2025, senza aggiustamenti discrezionali.

Il coefficiente esatto sarà reso noto entro novembre 2025. Da quel momento, sarà possibile calcolare con precisione quali saranno gli aumenti per ogni fascia di pensione. Fino ad allora, si possono fare solo stime sulla base dei dati inflazionistici disponibili.

È consigliabile monitorare le comunicazioni ufficiali dell’INPS e del Ministero del Lavoro nel periodo autunnale 2025, quando saranno divulgate tutte le informazioni definitive sulla rivalutazione delle pensioni per l’anno seguente.

Giorgio Arcioni

Giorgio si occupa di finanza personale da oltre vent’anni, ma il suo interesse vero sono i francobolli: ha iniziato da bambino con quelli del nonno e oggi possiede una delle raccolte più curate nel suo gruppo di amici. Esperto nell’utilizzo delle detrazioni fiscali sulle collezioni, aiuta gli altri ad archiviarle in modo vantaggioso.