Informazioni aggiornate su tasse, bonus e agevolazioni per cittadini e famiglie
Pensioni e Pagamenti25/07/2026lettura ~4 min

Tabella importi accompagnamento aggiornati 2026: ecco cosa cambia davvero

Scopri gli importi aggiornati dell'accompagnamento 2026 e tutte le novità sulle modifiche previste dalla nuova tabella.

Tabella importi accompagnamento aggiornati 2026: ecco cosa cambia davvero

Cosa cambia negli importi dell’accompagnamento nel 2026

L’assegno di accompagnamento è una prestazione economica fondamentale per molte famiglie italiane che assistono persone non autosufficienti. Ogni anno, gli importi vengono aggiornati per adeguarli al costo della vita e alle novità normative. Il 2026 non fa eccezione: la rivalutazione degli importi e alcuni chiarimenti normativi stanno portando cambiamenti che è importante conoscere per chi già percepisce o intende richiedere questa indennità.

In questo articolo analizziamo le novità più rilevanti sulla tabella degli importi dell’accompagnamento per il 2026, illustrando in modo pratico chi ne ha diritto, come funziona la richiesta e quali sono le condizioni da rispettare.

Cos’è l’assegno di accompagnamento e a chi spetta

L’assegno di accompagnamento, conosciuto anche come indennità di accompagnamento, è un contributo economico erogato dall’INPS ai cittadini con disabilità grave, che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita o che risultano incapaci di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore.

La prestazione non è legata al reddito: può essere richiesta da chiunque rispetti i requisiti sanitari, indipendentemente dalla situazione economica personale o familiare. L’indennità di accompagnamento spetta in genere a:

  • Persone con invalidità civile totale (100%) e impossibilità a deambulare senza aiuto o a compiere gli atti quotidiani senza assistenza.
  • Minori e adulti, senza limiti di età.
  • Residenza stabile e abituale in Italia.

Non è invece compatibile con alcune altre prestazioni assistenziali, se riferite allo stesso stato di invalidità.

Tabella importi accompagnamento 2026: cosa si prevede

Ogni anno l’importo dell’assegno di accompagnamento viene aggiornato dall’INPS, generalmente sulla base dell’aumento del costo della vita (indice ISTAT). Per il 2026 si attendono adeguamenti che, secondo la normativa vigente, dovrebbero riflettere la variazione dei prezzi al consumo registrata nell’anno precedente.

Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva degli importi dell’accompagnamento per il 2026, ricordando che i valori definitivi vengono stabiliti con apposito decreto e pubblicati dall’INPS a inizio anno:

Tipologia Importo mensile 2025 Importo mensile previsto 2026 Note
Indennità di accompagnamento ordinaria Importo vigente nel 2025 (dato ufficiale) Importo rivalutato secondo aggiornamento ISTAT (da definire) Valido per adulti e minori con riconoscimento di non autosufficienza
Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti Importo vigente nel 2025 (dato ufficiale) Importo rivalutato secondo aggiornamento ISTAT (da definire) Specifico per chi ha riconoscimento di cecità assoluta

Gli importi precisi saranno comunicati ufficialmente dall’INPS, ma in genere la rivalutazione segue l’andamento dell’inflazione. Per approfondire le dinamiche di calcolo e conoscere il nuovo importo aggiornato dal 1° gennaio 2026, si rimanda all’approfondimento dedicato sul nuovo importo dell’accompagnamento 2026.

Requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento

Per accedere all’indennità di accompagnamento occorre soddisfare alcuni requisiti fondamentali, che vengono accertati tramite una specifica procedura sanitaria:

  • Invalidità civile totale: il soggetto deve essere riconosciuto invalido al 100% dalla Commissione Medica INPS.
  • Impossibilità di deambulare senza aiuto: oppure incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua.
  • Residenza in Italia: è necessario essere residenti in modo stabile e abituale sul territorio nazionale.
  • Assenza di ricovero: l’indennità non viene corrisposta per i periodi in cui il beneficiario è ricoverato a carico dello Stato o di enti pubblici per oltre un determinato periodo (in genere un mese).

Non sono previsti limiti di età o di reddito, ma è fondamentale che la condizione di non autosufficienza sia certificata dalla commissione medica preposta.

Procedura di domanda

La richiesta dell’accompagnamento si effettua telematicamente tramite il sito INPS, previa certificazione del medico curante. La procedura prevede:

  • Invio del certificato medico introduttivo da parte del proprio medico di famiglia.
  • Presentazione della domanda online all’INPS, anche tramite patronato.
  • Convocazione a visita presso la Commissione Medica INPS, che valuterà la non autosufficienza.
  • Comunicazione dell’esito e, in caso di accoglimento, erogazione dell’indennità dal mese successivo.

In caso di aggravamento delle condizioni o di nuove esigenze, è possibile richiedere una revisione.

Compatibilità, limiti e sospensione: cosa sapere

L’indennità di accompagnamento è cumulabile con la pensione di invalidità e con altre prestazioni previdenziali, ma non con alcune indennità specifiche per lo stesso stato invalidante. È invece incompatibile con:

  • Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti o sordomuti, se relative allo stesso periodo.
  • Alcuni trattamenti di ricovero a totale carico dello Stato o di enti pubblici.

In caso di ricovero in strutture pubbliche a carico dello Stato per un periodo superiore a quello stabilito dalla normativa (di solito un mese), l’indennità viene sospesa per il periodo di ricovero.

Come cambia l’accompagnamento nel 2026: novità e aggiornamenti

Il 2026 vede confermati i meccanismi di rivalutazione automatica, ma si registrano anche alcune novità:

  • Adeguamento automatico degli importi sulla base dell’inflazione, come da normativa vigente.
  • Chiarimenti normativi sulle modalità di sospensione in caso di ricovero prolungato.
  • Possibili semplificazioni procedurali per la domanda online e la gestione delle revisioni sanitarie.

Le novità introdotte mirano a garantire maggiore trasparenza e rapidità nella gestione delle domande e dei pagamenti, oltre a tutelare meglio i diritti delle persone con disabilità.

Consigli pratici e punti chiave da ricordare

  • Verifica sempre i requisiti sanitari: la non autosufficienza deve essere certificata da una commissione medica INPS.
  • Controlla gli importi aggiornati: gli importi vengono rivalutati ogni anno; consulta regolarmente le comunicazioni INPS o gli approfondimenti specializzati.
  • Segnala tempestivamente eventuali ricoveri: la comunicazione di ricovero è obbligatoria per non incorrere in sospensioni o recuperi indebiti.
  • Utilizza i servizi telematici: la domanda si presenta online, anche tramite patronato, per semplificare l’iter.
  • In caso di dubbi: rivolgiti a un patronato o a un’associazione di categoria per assistenza nella compilazione e presentazione della domanda.

Ricordiamo che la disciplina sull’accompagnamento è soggetta a frequenti aggiornamenti: per restare informati sulle ultime novità e sugli importi effettivi in vigore dal 2026, è utile consultare le fonti ufficiali e gli approfondimenti dedicati.